La Banca D’Italia (https://www.bancaditalia.it/media/notizia/prevenzione-di-fenomeni-di-criminalit-finanziaria-connessi-con-l-emergenza-da-covid-19/) torna nuovamente ad evidenziare la possibilità che la criminalità possa approfittare dell’attuale situazione di crisi derivante dall’emergenza sanitaria per adottare comportamenti illeciti consistenti in truffe, fenomeni corruttivi e possibili manovre speculative. Inoltre, precisa l’Istituto, l’indebolimento economico di famiglie e imprese accresce i rischi di usura e  può facilitare l’acquisizione diretta o indiretta delle aziende da parte delle organizzazioni criminali. Gli interventi pubblici a sostegno della liquidità possono essere occasione di tentativi di sviamento e appropriazione, anche mediante condotte collusive ed  aumenta l’esposizione di larghe fasce della popolazione al rischio di azioni illegali realizzate anche on line.

L’Istituto pubblica quindi un documento redatto dall’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) contenente indicazioni destinate agli intermediari, ai professionisti, agli altri operatori qualificati e alle Pubbliche Amministrazioni al fine di sollecitarne e agevolarne una collaborazione attiva.

Nel documento l’UIF sollecita gli operatori finanziari a prendere in particolare considerazione:

  • i rapporti intrattenuti con aziende che operano nei settori della sanità ovvero in settori attigui, precisando che particolare attenzione dovrà essere dedicata all’attività svolta in tale ambito da operatori che non risultano avere precedente esperienza nel settore, valutando ogni elemento a disposizione ed in particolare la coerenza tra l’operatività osservata e il profilo dei soggetti;
  • i finanziamenti erogati con garanzie dallo Stato, sia in sede di istruttoria, sia in fase di utilizzo dei fondi, non risultando trascurabile il rischio di ipotesi corruttive specie negli affidamenti per l’approvvigionamento delle forniture e dei servizi necessari all’attività di assistenza e ricerca;
  • l’operatività on line con la possibilità del verificarsi di  meccanismi fraudolenti connessi con la raccolta di fondi, anche mediante piattaforme di crowdfunding, a favore di fittizie organizzazioni non profit;
  • la possibilità di  attività usurarie in danno delle fasce più deboli o attività volte a rilevare o infiltrare imprese in crisi con finalità di riciclaggio;
  • infine, con riferimento alla fase di utilizzo delle sovvenzioni, a prestare attenzione alla regolarità della documentazione prodotta al fine di evitare condotte fraudolente tese a ottenere il finanziamento con garanzia pubblica in mancanza o in violazione dei presupposti stabiliti dalla normativa o mediante l’alterazione o la falsificazione della documentazione, nonché porre attenzione alla destinazione dei flussi finanziari, specie se accompagnati da un vincolo di scopo, poiché potrebbero rintracciarsi sospetti di malversazioni.  Comunicazione-UIF-16.04.2020